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10 Panorama Pieve. Tamburini

 

9 ++ La Pieve dall'alto. Foto Pietro Fabbri anno 2011

La Pieve di Sant’Andrea, “hic sunt leones”.

Qui sono i leoni: l’annotazione dei cartografi romani per indicare luoghi sconosciuti o pericolosi appare nello stemma della Pieve di Sant’Andrea, piccolo borgo la cui storia  è narrata nel libro “I mille anni di Pieve Sant’Andrea”.

Il tempo, scriveva Gadda, è ‘consegnato alle chiese, ai palazzi, alle torri! Ai vecchi libri, alle tarme’, e qui nel piccolo borgo di Pieve di S. Andrea apostolo, ancora in parte racchiuso entro le antiche mura, mille anni di storia hanno lasciato come un’impronta sulle pietre e sui mattoni delle torri, della chiesa, delle case. La prima memoria della pieve è contenuta in una bolla di papa Onorio II indirizzata al vescovo Bennone databile negli anni 1126-1130”. Con queste parole il libro inizia a tracciare come un breve racconto su luoghi, genti, avvenimenti che non troveremo nella “grande storia”, ma che pure ne costituiscono l’invisibile trama a noi vicina. In queste colline al confine tra i comuni di Casalfiumanese e Imola emergono a tratti frammentarie tracce della presenza umana già di epoca romana, come sommerse dalla nuova storia che iniziò nell’anno mille con la Pieve di S. Andrea. E poi la rocca, e le antiche mura, e le case addossate! Ancora parzialmente racchiuso nelle quattrocentesche mura, con un superstite torrione dell’epoca di Ludovico Alidosi (1412), il borgo medievale non ha nulla di minaccioso, con la millenaria Pieve di Sant’Andrea da sempre testimone di pace e serenità: dall’incastellamento del borgo allo sfondamento della linea Gotica ad opera dei soldati italiani della Folgore nell’aprile del 1945. E oggi la moderna vita, che in questo piccolo borgo sembra ritrovare la magica sospensione del tempo antico. Chiude il libro un capitolo sull’ambiente naturale, a cura di Antonio Zambrini, che propone tre piacevoli passeggiate tra le colline che circondano la pieve.

Un interessante filmato di venti minuti con riprese e foto inedite, impreziosito da una stupenda colonna musicale curata dal Maestro Marco Farolfi di Imola, è visibile, insieme a tante altre notizie, in questo sito.

 

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